Il progetto
Lo Studio GFR Architettura ha realizzato la ristrutturazione di un appartamento a Milano progettato per una giovane coppia di collezionisti con bambini. L’abitazione nasce dall’unione di due unità immobiliari all’interno di un edificio dalla particolare forma circolare, una caratteristica che ha richiesto soluzioni progettuali su misura per valorizzare ogni ambiente.
Il progetto è stato sviluppato tenendo conto degli arredi già presenti nella casa e delle esigenze quotidiane della famiglia. Inoltre, ogni scelta progettuale è stata pensata per creare spazi accoglienti, funzionali e capaci di dialogare con la collezione d’arte contemporanea dei proprietari.
L’intervento ha organizzato gli spazi affinché ogni ambiente potesse ospitare opere d’arte senza rinunciare al comfort domestico. In particolare, soggiorno, sala da pranzo, corridoi e camere sono stati progettati come luoghi in cui architettura, arredi e opere contemporanee convivono in modo naturale.
La consulenza artistica ha permesso di integrare lavori di artisti contemporanei all’interno degli interni, trasformando la casa in uno spazio personale e ricco di identità. Di conseguenza, ogni ambiente diventa parte di un percorso visivo capace di accompagnare la vita quotidiana della famiglia.
Il progetto dello Studio GFR Architettura ha valorizzato gli arredi esistenti integrandoli con nuovi elementi realizzati su misura. Inoltre, materiali, colori e illuminazione sono stati scelti per mettere in risalto sia gli spazi architettonici sia le opere della collezione.
Allo stesso tempo, la distribuzione interna garantisce ambienti luminosi, funzionali e facilmente adattabili alle esigenze di una famiglia con bambini. Ogni dettaglio contribuisce a creare un equilibrio tra eleganza, praticità e qualità dell’abitare.
La casa dimostra come una progettazione attenta possa rispondere contemporaneamente alle esigenze della vita familiare e alla valorizzazione di una collezione d’arte. Ogni ambiente è stato studiato per offrire flessibilità, ordine e continuità tra gli spazi.
Infine, il risultato è un’abitazione contemporanea nella quale architettura, interior design e opere d’arte convivono in modo armonioso, offrendo un ambiente elegante, accogliente e destinato a evolvere insieme alla famiglia.
Presenza di due unità abitative separate all’interno di un edificio dalla geometria curva e non convenzionale. Distribuzione degli spazi non ottimizzata per una fruizione unitaria dell’abitazione: presenza di due cucine e due soggiorni. Organizzazione interna non pienamente rispondente alle esigenze di una famiglia con due figli piccoli. Presenza di vincoli progettuali derivanti dalla particolare conformazione architettonica dell’edificio.
Fusione delle due proprietà in un’unica abitazione armonica e funzionale e Ridefinizione degli spazi per favorire una migliore vivibilità quotidiana e una maggiore fluidità dei percorsi. Inserimento e reinterpretazione degli arredi esistenti all’interno di un nuovo concept d’interni. Realizzazione di ambienti pensati anche per accompagnare una vita familiare e professionale con la creazione di un piccolo studio. Equilibrio tra estetica, praticità e personalità degli abitanti.








“Con l'arrivo della nostra seconda figlia avevamo davvero bisogno di più spazio. Per fortuna siamo riusciti ad acquistare il piccolo appartamento accanto al nostro e a unirlo alla casa aprendo una porta di collegamento. Il progetto non era semplice, perché bisognava ripensare completamente gli spazi continuando però a vivere in casa durante i lavori. Eravamo un po' preoccupati all'inizio, ma l'architetto e la sua impresa hanno gestito tutto con grande disponibilità, gentilezza e rapidità, rendendo l'esperienza molto più semplice di quanto immaginassimo. Oggi abbiamo nuove camere, un nuovo bagno e una casa molto più comoda e adatta alle esigenze della nostra famiglia. Siamo davvero contenti del risultato e ringraziamo l'architetto per la sua professionalità, la sua organizzazione e l'attenzione che ci ha dedicato in ogni fase del lavoro. Lo consigliamo senza alcun dubbio!”
— VALERIO F.