Style

Qual è il mio stile come architetto? Come progetto una casa bella, funzionale e senza tempo

30 Luglio 2026· 7 min di lettura
Qual è il mio stile come architetto? Come progetto una casa bella, funzionale e senza tempo

Qual è il tuo stile come architetto? È una delle domande che mi viene rivolta più spesso da chi sta per ristrutturare o arredare casa.

La risposta, però, non è così semplice.

Ogni architetto ha un proprio gusto, una propria sensibilità e un modo personale di interpretare gli spazi. Anch’io ho il mio stile, e nella mia esperienza ho progettato appartamenti molto diversi tra loro: dal bilocale ben attrezzato e allegro fino a palazzi e castelli. Ma non credo che un buon progetto debba mai essere la semplice copia del gusto di chi lo realizza, anche se il gusto dell’architetto ha comunque una grande importanza.

Normalmente il mio compito è trasformare una casa nel luogo ideale per chi la abiterà, trovando il giusto equilibrio tra estetica, funzionalità e personalità: l’obiettivo, in ogni progetto, è sempre una casa bella e funzionale.

Negli anni ho imparato che le tendenze cambiano, mentre una casa ben progettata rimane bella e comoda per molto tempo. Perché, come ho scritto nel mio libro Una casa non è una tazza: se viene male, non si può gettare.

Progettare una casa significa progettare la vita di chi la abita

Questo vale sia per le abitazioni semplici sia per quelle di lusso con scelte particolari, perché ogni progetto nasce dalle persone, dal budget e da una collaborazione stretta tra cliente, architetto e impresa.

Ho realizzato molte abitazioni per famiglie con bambini, coppie giovani, professionisti e persone che hanno ereditato una casa da ristrutturare. Ogni situazione richiede soluzioni diverse, ma c’è un elemento che accomuna tutti i miei lavori: la ricerca della funzionalità accompagnata a spazi felici — gli stessi principi che guidano il nostro servizio di interior design.

Una casa deve essere bella, allegra, e deve semplificare la vita quotidiana.

La casa ideale per una famiglia con bambini

Quando progetto una casa destinata a una famiglia, penso prima di tutto agli spazi.

Se possibile, ogni bambino dovrebbe avere una camera dedicata. Quando questo non è possibile, la stanza condivisa deve essere progettata con attenzione, prevedendo armadi capienti, spesso letti a castello e un’organizzazione che accompagni la crescita dei figli.

Per molti anni ho utilizzato con soddisfazione gli armadi IKEA, progettando addirittura le camere sulle loro misure. Sono soluzioni pratiche e ben studiate. Naturalmente, quando il budget lo consente, un armadio realizzato su misura offre una maggiore qualità e sfrutta ogni centimetro disponibile.

Due bagni e una lavanderia: gli spazi che migliorano davvero la casa

Tra gli ambienti che considero indispensabili, se possibile, ci sono almeno due bagni: uno dedicato ai genitori e uno ai figli. Se non c’è modo di ricavare una seconda finestra, il secondo bagno sarà quasi sicuramente un bagno cieco, cioè privo di illuminazione naturale diretta — una soluzione comunque valida, se ben progettata con una buona ventilazione meccanica.

Ma c’è uno spazio che oggi ritengo quasi altrettanto importante: la lavanderia.

Lavatrice e asciugatrice non dovrebbero occupare il bagno principale. Preferisco inserirle in un armadio tecnico ricavato nel corridoio o in un disimpegno, creando uno spazio ordinato e funzionale.

Anche lo stendibiancheria dovrebbe essere previsto già in fase di progetto, evitando che diventi un elemento permanente del soggiorno.

Sono piccoli accorgimenti che migliorano enormemente la qualità della vita domestica, e mi piace progettare lo spazio dedicato allo storage con la stessa cura riservata al soggiorno — forse perché mantengo un mio lato di donna di casa. Sono proprio questi dettagli, sommati insieme, a fare la differenza tra una casa qualunque e una casa bella e funzionale.

Cucina open space o cucina separata?

Una delle domande che ricevo più spesso riguarda la cucina.

Oggi la tendenza è quella dell’open space: cucina e soggiorno diventano un unico ambiente, più luminoso e conviviale. È una soluzione che condivido, perché permette alla famiglia e agli ospiti di vivere insieme anche durante la preparazione dei pasti.

Allo stesso tempo continuo ad apprezzare la cucina separata, soprattutto per chi ha famiglie numerose.

La soluzione che preferisco è una via di mezzo: una grande porta scorrevole che permette di unire o separare gli ambienti a seconda delle esigenze, soluzione che ho spesso utilizzato quando gli spazi me l’hanno permesso.

In questo modo la casa rimane flessibile e si adatta ai diversi momenti della giornata — è proprio questa flessibilità a rendere una casa bella e funzionale in ogni ora del giorno — e le porte scorrevoli in vetro sono sempre eleganti.

L’impianto elettrico si progetta insieme all’arredamento

Uno degli errori più frequenti durante una ristrutturazione è progettare l’impianto elettrico senza aver deciso la disposizione dei mobili.

Ogni presa, ogni punto luce e ogni interruttore devono nascere insieme al progetto d’arredo.

Dove ci sarà una scrivania serviranno prese dedicate al computer. Accanto al letto dovranno essere previsti interruttori e punti luce facilmente raggiungibili. Anche il verso di apertura delle porte influisce sulla posizione degli interruttori.

Sono dettagli che fanno la differenza tra una casa semplicemente nuova e una casa realmente comoda da vivere.

L’illuminazione: un dettaglio decisivo per una casa bella e funzionale

La luce è uno degli strumenti più potenti a disposizione di un architetto.

Un buon progetto illuminotecnico valorizza gli spazi, crea atmosfera e rende ogni ambiente più accogliente.

Negli ultimi anni utilizzo spesso strisce LED integrate nei controsoffitti o nelle strutture in cartongesso. Sono una soluzione elegante, moderna e relativamente economica che permette di ottenere risultati di grande effetto.

Spesso basta cambiare l’illuminazione per trasformare completamente una casa.

Recuperare i mobili di famiglia è una scelta di stile e sostenibilità

Molti clienti mi chiedono se valga la pena conservare i vecchi mobili.

La mia risposta è quasi sempre sì.

Non tutti, naturalmente. Ma alcuni pezzi meritano di essere recuperati.

Una credenza degli anni Cinquanta può essere ridipinta e diventare protagonista di un soggiorno contemporaneo. Una poltrona può essere rivestita con nuovi tessuti. Un tavolo in legno massello può convivere perfettamente con un arredamento moderno.

Oltre al valore affettivo, questi mobili rappresentano una scelta sostenibile: sono realizzati in materiali di qualità e raccontano la storia della famiglia.

A questo punto entra in gioco un altro aspetto importante: la moda e le tendenze del design. È naturale lasciarsi ispirare dalle novità, e anch’io seguo con interesse l’evoluzione dell’interior design, soprattutto in una città come Milano, che ne è il cuore — basti pensare a un appuntamento come il Salone del Mobile. Le soluzioni contemporanee mi piacciono e ispirano i miei progetti, ma cerco sempre di non inseguire le mode in modo acritico.

Una casa non deve essere necessariamente “all’ultima moda” per essere bella, ma deve avere carattere e originalità. Ciò che va evitato è una casa che trasmette immediatamente la sensazione di essere rimasta ferma a un’altra epoca. Oggi si lavora molto sugli appartamenti costruiti nel dopoguerra, che hanno alcuni vantaggi rispetto alle vecchie case — come le grandi finestre — ma una distribuzione interna con corridoio e piccoli spazi ormai del tutto inattuale.

Questo vale non solo per l’arredamento, ma anche per le finiture. Pensiamo, ad esempio, ai bagni: alcune piastrelle tipiche degli anni Settanta o Ottanta oggi appaiono inevitabilmente datate, così come le grandi vasche da bagno che occupano molto spazio e spesso vengono utilizzate pochissimo. Oggi si preferiscono ambienti più essenziali, luminosi e funzionali, con docce comode e materiali dal gusto più sobrio e senza tempo.

Librerie e quadri raccontano la personalità di una casa

Quando il progetto è concluso arrivano gli elementi che rendono davvero unica un’abitazione.

Le librerie non servono solo a contenere libri. Possono ospitare ricordi di viaggio, fotografie, oggetti d’arte e collezioni personali, diventando il ritratto di chi vive quella casa.

Anche i quadri hanno un ruolo fondamentale.

Sono spesso l’ultimo dettaglio, ma possono valorizzare o penalizzare un intero ambiente. Per questo consiglio sempre di sceglierli con attenzione: da questo punto di vista collaboro con una Art Consultant che ha fatto fare alcuni ottimi investimenti ai miei clienti.

Il mio stile come architetto: creare una casa bella e funzionale

Se dovessi definire il mio modo di progettare con poche parole, direi questo:

Progetto case “da fotografare”, ma soprattutto case da vivere: spazi felici.

Mi piace creare ambienti eleganti ma pratici, contemporanei ma capaci di conservare la memoria della famiglia, belli oggi e funzionali anche tra molti anni. In fondo, dietro ogni progetto, l’obiettivo resta sempre lo stesso: costruire una casa bella e funzionale, che duri nel tempo.

Perché il vero lusso, in una casa, è sentirsi bene ogni giorno negli spazi in cui si vive.

Puoi vedere alcuni esempi di questo approccio nei nostri progetti realizzati.

Se anche tu stai per ristrutturare o arredare casa e vuoi un progetto su misura per come vivi, non solo per come vorresti apparire, scrivi allo Studio GFR: il primo passo è sempre un ascolto.

Da leggere anche

Tra ragione e sentimento

Tra ragione e sentimento

Differenza tra restauro e ristrutturazione: guida completa per scegliere l’intervento giusto

Differenza tra restauro e ristrutturazione: guida completa per scegliere l’intervento giusto

Restauro di edifici: quale stile scegliere?

Restauro di edifici: quale stile scegliere?

Non sapete da dove cominciare? Partiamo da una consulenza.

Scrivici