Restauro del Ponte delle Sirenette a Milano

Lo Studio GFR Architettura ha partecipato al restauro del Ponte delle Sirenette a Milano, uno dei monumenti più rappresentativi della città e primo ponte in ferro realizzato in Italia. L’intervento ha avuto l’obiettivo di preservare il valore storico e artistico dell’opera, migliorandone lo stato di conservazione e garantendone la tutela nel tempo. Il ponte, oggi collocato nel Parco Sempione, rappresenta un’importante testimonianza dell’ingegneria ottocentesca milanese.

Il progetto ha richiesto un’attenta analisi dei materiali originali e delle tecniche costruttive. Inoltre, ogni fase del restauro è stata pianificata per rispettare le caratteristiche storiche del manufatto e conservarne l’identità.

Restauro Ponte delle Sirenette Milano: conservazione del monumento

Il progetto ha previsto interventi mirati al recupero delle parti deteriorate e alla conservazione degli elementi decorativi in ghisa che rendono unico il ponte. Lo Studio GFR ha seguito un approccio conservativo, privilegiando il recupero dei materiali esistenti e limitando le sostituzioni allo stretto necessario.

Inoltre, ogni lavorazione ha contribuito a migliorare la stabilità e la durabilità del monumento, senza alterarne il disegno originale.

Recupero dei dettagli storici

Uno degli aspetti più significativi dell’intervento riguarda la valorizzazione delle celebri sirenette che decorano il ponte. Il progetto ha preservato questi elementi ornamentali e ne ha restituito la leggibilità, mantenendo intatto il valore artistico dell’opera.

Allo stesso tempo, il restauro ha interessato le superfici metalliche e gli altri dettagli costruttivi, garantendo una migliore protezione dagli agenti atmosferici e dal naturale degrado del tempo.

Un intervento per il patrimonio storico di Milano

Il restauro del Ponte delle Sirenette a Milano rappresenta un esempio di conservazione del patrimonio monumentale attraverso un approccio rispettoso della storia e dei materiali originali. Lo Studio GFR ha sviluppato un progetto che coniuga competenze tecniche, sensibilità per il restauro e attenzione ai dettagli.

Infine, l’intervento contribuisce a preservare uno dei simboli più riconoscibili della città, restituendo al pubblico un monumento storico che continua a raccontare una parte importante della storia di Milano.

Progettazione di Piste Ciclabili a Gudo Visconti

Lo Studio GFR Architettura ha sviluppato il progetto per la progettazione di piste ciclabili a Gudo Visconti, con l’obiettivo di favorire una mobilità più sicura e sostenibile. L’intervento migliora i collegamenti tra il centro abitato, i servizi e le aree verdi del territorio.

Il progetto nasce dall’esigenza di incentivare gli spostamenti in bicicletta e a piedi. Inoltre, contribuisce a ridurre il traffico veicolare e a rendere più sicuri gli spazi pubblici. La mobilità ciclistica rappresenta infatti una componente sempre più importante della pianificazione territoriale in Lombardia.

Progettazione piste ciclabili Gudo Visconti: sicurezza e continuità

Il progetto definisce percorsi continui e facilmente riconoscibili. Ogni tratto migliora la sicurezza degli utenti e favorisce l’accessibilità ai principali punti di interesse del territorio.

Inoltre, il disegno della rete ciclabile riduce le interruzioni dei percorsi e facilita gli spostamenti quotidiani. La continuità delle connessioni rappresenta uno dei principi fondamentali della mobilità ciclistica.

Un’infrastruttura per la mobilità sostenibile

Lo Studio GFR ha progettato percorsi che si integrano con il contesto urbano e paesaggistico. La nuova infrastruttura valorizza gli spazi pubblici e migliora la qualità dell’ambiente urbano.

Allo stesso tempo, il progetto favorisce una mobilità più efficiente e incoraggia l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani. L’integrazione tra le reti ciclabili locali costituisce uno degli obiettivi delle politiche regionali dedicate alla mobilità sostenibile.

Un progetto al servizio del territorio

La progettazione di piste ciclabili a Gudo Visconti dimostra come un’infrastruttura ben progettata possa migliorare la qualità della vita dei cittadini. Lo Studio GFR ha sviluppato una soluzione che unisce sicurezza, funzionalità e attenzione al paesaggio.

Infine, il progetto contribuisce a rendere il territorio più accessibile e più sostenibile. Inoltre, favorisce una rete di collegamenti capace di valorizzare il sistema della mobilità dolce e le connessioni tra i comuni dell’area.

Riqualificazione di Piazza della Scala a Milano | Progetto di spazio pubblico

La riqualificazione di Piazza della Scala a Milano rappresenta uno degli interventi più significativi di trasformazione dello spazio pubblico nel centro storico della città. Ho sviluppato il progetto durante il mio incarico di Direttore del Settore Arredo Urbano del Comune di Milano. L’obiettivo era restituire alla piazza il ruolo di luogo d’incontro e di rappresentanza. Il progetto ha inoltre privilegiato la mobilità pedonale, sostituendo la precedente organizzazione dedicata quasi esclusivamente alla sosta dei veicoli.

Il progetto di riqualificazione di Piazza della Scala

Ho sviluppato il progetto insieme all’Architetto Paolo Portoghesi. Fin dall’inizio abbiamo cercato un equilibrio tra tutela del patrimonio storico e qualità dello spazio pubblico. Il progetto conserva l’impianto originario della piazza e valorizza gli elementi storici che ne definiscono l’identità. In questo modo Piazza della Scala mantiene il proprio valore monumentale e acquisisce una migliore fruibilità urbana.

Materiali storici e arredo urbano

L’aiuola ottocentesca con il monumento a Leonardo da Vinci, opera dello scultore Pietro Magni, rimane il fulcro della composizione urbana. Per la pavimentazione abbiamo scelto materiali della tradizione milanese, come il granito Montorfano e i cubetti di Cuasso al Monte. Questi materiali garantiscono continuità con la storia della città e rafforzano il carattere della piazza.

Il progetto recupera anche gli elementi storici di arredo urbano. Lampioni, fontanella e recinzione progettati da Luca Beltrami tornano a valorizzare lo spazio pubblico dopo un accurato intervento di restauro. Ogni elemento contribuisce a conservare la memoria storica del luogo e a rafforzarne l’identità architettonica.

Una nuova piazza per Milano

La trasformazione ha modificato profondamente il modo di vivere questo luogo, privilegiando i percorsi pedonali, migliorando la percezione dello spazio e creando un ambiente urbano più ordinato, accessibile e rappresentativo. La nuova configurazione permette oggi di apprezzare con maggiore continuità il rapporto tra Piazza della Scala, il Teatro alla Scala, Palazzo Marino e la Galleria Vittorio Emanuele II, rafforzando il ruolo della piazza come nodo urbano di grande valore storico, culturale e architettonico. Maggiori informazioni sul patrimonio urbano e sugli interventi di valorizzazione della città sono disponibili sul sito del Comune di Milano.

Questo progetto costituisce un esempio di come la riqualificazione dello spazio pubblico a Milano possa coniugare tutela del patrimonio storico, qualità progettuale e miglioramento della vivibilità urbana, dimostrando come interventi rispettosi della storia possano contribuire a costruire una città più accogliente e sostenibile. Per scoprire altri interventi dedicati all’architettura e alla riqualificazione degli spazi è possibile visitare la sezione Progetti oppure contattare lo studio per richiedere una consulenza.

Mostra Antonio Bassanini costruttore del Novecento, Castello di Masnago

La Mostra Antonio Bassanini, intitolata Antonio Bassanini. Costruttore del Novecento, racconta la storia di uno dei protagonisti dell’edilizia italiana del XX secolo. Dopo il successo dell’esposizione all’ADI Design Museum di Milano, il progetto è stato riallestito al Castello di Masnago e nella sede di ANCE Varese. Ho curato la mostra insieme a Chiara Bassanini e Andrea Strambio de Castillia.

La mostra Antonio Bassanini tra Milano e Varese

L’esposizione nasce con l’obiettivo di valorizzare la figura di Antonio Bassanini come costruttore, imprenditore e protagonista della trasformazione urbana del Novecento. Il percorso racconta anche il suo impegno civile e sociale, offrendo una lettura completa della sua attività professionale e del suo contributo alla storia della Lombardia.

Dopo la prima edizione milanese presso l’ADI Design Museum, la mostra ha trovato una nuova sede al Castello di Masnago e negli spazi di ANCE Varese. Il riallestimento ha mantenuto il percorso espositivo originale, adattandolo ai nuovi ambienti e valorizzando il dialogo tra contenuti, architettura e memoria storica.

Un percorso tra documenti, fotografie e archivi

La Mostra Antonio Bassanini accompagna il visitatore attraverso pannelli, fotografie storiche, disegni, documenti e materiali d’archivio. Ogni sezione approfondisce le opere più significative realizzate da Bassanini e il suo contributo allo sviluppo dell’architettura e dell’edilizia lombarda.

Un focus specifico riguarda gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Il percorso espositivo racconta il sostegno offerto da Antonio Bassanini a ebrei e perseguitati politici, mettendo in luce il valore umano del suo operato oltre ai risultati professionali. Grazie a questo approfondimento emerge il profilo di una figura centrale nella storia del Novecento.

Un progetto di valorizzazione della memoria

Questo progetto di ricerca e divulgazione valorizza il patrimonio storico attraverso materiali originali, fotografie e documenti d’archivio. L’allestimento favorisce una lettura chiara dei contenuti e contribuisce a far conoscere il ruolo di Antonio Bassanini nella storia dell’architettura, dell’impresa e della società italiana.

Se desideri scoprire altri progetti culturali e di allestimento, è possibile consultare la pagina Progetti. Per maggiori informazioni o per richiedere una consulenza è disponibile anche la pagina Contatti.

Per approfondire la storia dell’architettura e del design italiano è possibile visitare il sito ufficiale dell’ ADI Design Museum, istituzione di riferimento per la cultura del progetto in Italia.

Mostra Antonio Bassanini costruttore del Novecento, ADI Design Museum a Mila

Lo Studio GFR Architettura ha partecipato alla progettazione dell’allestimento di una mostra a Milano dedicata ad Antonio Bassanini. L’esposizione, ospitata all’ADI Design Museum, racconta il contributo dell’imprenditore allo sviluppo urbanistico del Novecento. Il percorso riunisce documenti, fotografie, modelli e materiali d’archivio.

La mostra nasce da un intenso lavoro di ricerca storica. Inoltre, mette in relazione architettura, ingegneria, design e imprenditoria. In questo modo offre una lettura completa del ruolo di Antonio Bassanini nella trasformazione del Paese.

Allestimento mostra Milano: un percorso espositivo tra storia e architettura

Il progetto organizza il percorso espositivo in sezioni tematiche dedicate alla vita e alle opere di Antonio Bassanini. Ogni sezione accompagna il visitatore attraverso fotografie storiche, disegni, documenti originali, modelli e contenuti multimediali.

Inoltre, l’allestimento evidenzia la collaborazione tra Bassanini e alcuni dei principali architetti e ingegneri del Novecento. Il percorso racconta anche il contributo dell’impresa alla realizzazione di edifici pubblici, residenziali, religiosi e industriali.

Progettazione dell’allestimento museale

Lo Studio GFR ha contribuito a sviluppare un allestimento capace di accompagnare il visitatore lungo un percorso chiaro e coinvolgente. La disposizione dei contenuti facilita la lettura della documentazione storica. Inoltre, valorizza i materiali esposti senza appesantire gli spazi del museo.

Allo stesso tempo, supporti grafici, video e mappe interattive rendono la visita più dinamica. Inoltre, aiutano il pubblico ad approfondire le opere realizzate dall’impresa Bassanini nel Novecento.

Un progetto che valorizza la memoria dell’architettura

L’allestimento della mostra a Milano rappresenta un progetto culturale che unisce ricerca storica, progettazione espositiva e divulgazione. Lo Studio GFR ha contribuito a creare uno spazio capace di raccontare il valore dell’architettura e dell’impresa edilizia attraverso un linguaggio accessibile e contemporaneo.

Infine, la mostra dedicata ad Antonio Bassanini dimostra il valore di un progetto espositivo ben progettato. Documenti storici, opere architettoniche e materiali d’archivio raccontano la storia della costruzione italiana del Novecento con un linguaggio chiaro e coinvolgente.

Mosaico della Metro Lanza a Milano

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Il mosaico della Metro Lanza a Milano è un progetto di arte pubblica ideato nel 2006 dallo Studio GFR Architettura in collaborazione con ATM. L’intervento nasce con un obiettivo preciso: valorizzare gli spazi della metropolitana attraverso opere artistiche capaci di creare un dialogo con la città.

L’idea prende ispirazione dalla metropolitana di Londra, dove molte stazioni ospitano opere collegate ai luoghi presenti in superficie. Per la stazione Lanza, lo Studio GFR Architettura ha scelto di rendere omaggio al Piccolo Teatro di Milano, uno dei simboli più rappresentativi della cultura cittadina.

L’Arch. Giovanna Franco Repellini ha realizzato la composizione originale unendo fotografia, acquerello e tecniche digitali. Successivamente, il progetto è stato trasformato in un mosaico artistico di grande formato. La ditta Megaron – Mosaico Artistico Italiano ha curato la realizzazione utilizzando vetri e marmi provenienti da diverse aree geografiche. La scelta dei materiali garantisce qualità, durata e un forte impatto visivo.

Il mosaico della Metro Lanza a Milano accompagna ogni giorno migliaia di persone che attraversano la stazione. L’opera trasforma un luogo di passaggio in uno spazio dedicato alla cultura e rende più ricca l’esperienza dei viaggiatori. Inoltre, rafforza il legame tra la metropolitana e il patrimonio artistico della città.

Questo progetto dimostra come l’arte possa migliorare gli spazi pubblici senza alterarne la funzione. Al contrario, l’intervento valorizza l’architettura esistente e contribuisce a rendere più riconoscibile uno dei nodi della rete metropolitana milanese.

Ancora oggi il mosaico della Metro Lanza a Milano rappresenta un caso unico. È infatti l’unica opera musiva artistica presente nei mezzanini della metropolitana di Milano. Per questo motivo costituisce un importante esempio di integrazione tra arte contemporanea, architettura e mobilità urbana.

L’intervento conferma l’attenzione dello Studio GFR Architettura verso la valorizzazione dello spazio pubblico attraverso progetti che uniscono qualità artistica, ricerca progettuale e identità urbana. Ancora oggi il mosaico continua a raccontare il rapporto tra Milano, il Piccolo Teatro e la sua metropolitana, diventando un punto di riferimento per cittadini e visitatori.

Monumento “Sequenze” di Fausto Melotti in Piazzale Lodi

Nel 2002 lo Studio GFR Architettura progettò, su incarico del Comune di Milano, una nuova collocazione per il monumento “Sequenze” di Fausto Melotti in Piazzale Lodi. L’obiettivo era valorizzare una delle opere più importanti dell’artista. Il progetto voleva inoltre creare un dialogo tra arte, architettura e spazio pubblico.

Il progetto per Piazzale Lodi

L’iniziativa nacque grazie all’impegno di Arnaldo Pomodoro. Lo scultore promosse presso la Commissione Monumenti il trasferimento dell’opera. La figlia di Fausto Melotti aveva donato la scultura alla città di Milano. Questo gesto rese possibile la ricerca di una nuova collocazione.

Lo Studio GFR Architettura sviluppò il progetto insieme allo Studio Arnaldo Pomodoro. I progettisti elaborarono una soluzione essenziale ed elegante. Ogni scelta aveva un obiettivo preciso: valorizzare la scultura senza modificarne il linguaggio artistico.

Una fontana per valorizzare l’opera

Il progetto prevedeva una fontana circolare con una lama d’acqua a filo pavimento. Il fondo in pietra scura avrebbe creato una superficie riflettente. La luce avrebbe così esaltato la leggerezza e la verticalità della scultura. L’acqua avrebbe inoltre rafforzato il rapporto tra l’opera e lo spazio urbano.

Il monumento “Sequenze” di Fausto Melotti faceva parte del programma Nuove Porte di Milano. Il professor Marco Romano coordinava questa iniziativa. Il programma puntava a riqualificare alcuni importanti ingressi della città. L’intervento previsto per Piazzale Lodi contribuiva pienamente a questo obiettivo.

Il progetto voleva anche valorizzare il lavoro di Fausto Melotti. L’artista è considerato uno dei maggiori scultori italiani del Novecento. Ha svolto gran parte della sua attività a Milano. Molti cittadini conoscono le sue opere grazie ai celebri Sette Savi, collocati presso il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea. La nuova sistemazione di Sequenze avrebbe rafforzato la presenza dell’artista nello spazio pubblico milanese.

Un progetto di arte pubblica per Milano

Il Comune non realizzò il progetto. Nonostante questo, la proposta conserva ancora oggi un importante valore culturale. Lo Studio GFR Architettura immaginò uno spazio capace di valorizzare la scultura attraverso il disegno della piazza, la presenza dell’acqua e il rapporto con la luce. Il progetto dimostra come una progettazione attenta possa migliorare la qualità dello spazio pubblico.

Oggi Hangar Bicocca ospita il monumento “Sequenze” di Fausto Melotti. La nuova collocazione valorizza il dialogo tra la scultura e l’architettura contemporanea. Il progetto elaborato per Piazzale Lodi non è stato realizzato. Tuttavia rappresenta ancora oggi una testimonianza significativa della ricerca dello Studio GFR Architettura nel campo dell’arte pubblica. Rimane inoltre un esempio di collaborazione tra istituzioni, architetti e artisti per promuovere la qualità dello spazio urbano.

Chiesa di San Vito al Giambellino, Milano — il completamento di un progetto rimasto incompiuto

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La Chiesa di San Vito al Giambellino, costruita nel 1938, rimase incompiuta a causa della Seconda Guerra Mondiale. La facciata e il portico previsti dal progetto originario non furono mai realizzati. È un caso emblematico di architettura religiosa milanese del Novecento. Per decenni è rimasta sospesa tra la sua vocazione originaria e le necessità della comunità.

Lo Studio GFR Architettura ha sviluppato un progetto di riqualificazione dell’intero complesso parrocchiale della chiesa di San Vito al Giambellino. L’intervento è stato realizzato per fasi successive. Questo approccio ha permesso di intervenire gradualmente, senza interrompere la vita della comunità. Le fasi principali sono state:

  • il recupero dell’oratorio e dei campi sportivi;
  • la realizzazione della nuova cappella;
  • la riorganizzazione dei parcheggi;
  • la completa ricostruzione del sagrato e del fronte della chiesa.

Una particolare attenzione è stata dedicata al recupero degli elementi simbolici. Si è voluto infatti riproporre le campane in facciata, seppur di dimensioni contenute. Sono infatti un elemento fortemente rappresentativo della cristianità e dell’identità del luogo di culto.

La nuova facciata e il significato architettonico

La nuova facciata della chiesa di San Vito al Giambellino è concepita come un pronao. Insieme al portico in cotto, restituisce unità architettonica all’intero complesso. Completa così, dopo decenni, la visione originaria del progetto del 1938. Il portale d’ingresso è caratterizzato da una grande croce. Diventa il segno simbolico e identitario dell’edificio sacro, riconoscibile anche a distanza.

L’intervento è stato approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano. Questo garantisce la coerenza storica e architettonica delle scelte progettuali adottate.

Il risultato per la comunità

Il progetto ha restituito alla comunità del Giambellino uno spazio accogliente e funzionale. È pienamente coerente con il disegno originario. Dopo oltre ottant’anni, completa finalmente la visione dell’edificio. Questo intervento dimostra come il restauro dell’architettura religiosa possa conciliare fedeltà storica, esigenze liturgiche contemporanee e vita di quartiere.

Scopri gli altri progetti di restauro e riqualificazione firmati Studio GFR. Oppure contattaci per una consulenza dedicata a interventi su edifici storici e religiosi.

Castello di Sant’Angelo Lodigiano

Il Castello di Sant’Angelo Lodigiano rappresenta uno dei più importanti complessi storici della Lombardia. Costruito nel XIII secolo su un probabile insediamento romano, nacque come presidio militare della Signoria di Milano. Nel XIV secolo Regina della Scala ne promosse l’ampliamento e lo trasformò in residenza estiva. In quel periodo furono realizzati il mastio e le eleganti finestre in cotto che ancora oggi caratterizzano il castello.

Successivamente la famiglia Bolognini acquisì la proprietà e la conservò per diversi secoli. All’inizio del Novecento Gian Giacomo Morando Bolognini avviò un importante restauro dell’intero complesso. Nel 1933 Lydia Caprara Morando Bolognini destinò il castello alla Fondazione Morando Bolognini e all’apertura dei musei che ancora oggi hanno sede all’interno dell’edificio.

Restauro del Castello di Sant’Angelo Lodigiano

Lo Studio GFR Architettura ha sviluppato un articolato progetto di recupero e valorizzazione degli spazi espositivi del Castello di Sant’Angelo Lodigiano. L’intervento ha migliorato la fruibilità dei musei e ha restituito piena funzionalità ad ambienti che risultavano inutilizzati o in stato di degrado.

Il progetto ha interessato il Museo del Pane con la progettazione di nuove sale dedicate al ciclo dei cereali. Inoltre ha previsto nuovi percorsi espositivi e soluzioni capaci di valorizzare il patrimonio storico e didattico del museo.

Lo Studio GFR Architettura ha inoltre progettato il recupero di alcuni ambienti del Museo Storico Conte Morando Bolognini. Tra questi figurano la storica Cucina e la Sala della Tessitura, entrambe riportate a nuova vita attraverso nuovi allestimenti museali.

Recupero degli spazi storici e dei musei

Il progetto ha incluso la supervisione dei restauri pittorici dei decori murali ottocenteschi e novecenteschi presenti in dieci sale del castello. Parallelamente è stata coordinata la conservazione di dipinti, arredi lignei e oggetti storici appartenenti alle collezioni museali.

Lo Studio GFR Architettura ha inoltre riorganizzato gli arredi di alcune sale danneggiate dal grave furto avvenuto nel 1991. L’intervento ha restituito continuità al percorso di visita e ha migliorato la presentazione delle collezioni permanenti.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al recupero delle cosiddette Sale del Presidio. Questi ambienti erano inutilizzati e occupati da materiali di deposito. Il progetto ha previsto il restauro delle murature, il recupero della volta e la trasformazione degli spazi in nuove sale espositive permanenti. Nello stesso intervento è stata progettata anche la nuova biglietteria con arredi realizzati su misura.

Infine il progetto ha interessato il recupero delle storiche stanze delle carrozze, collocate al piano terra del castello. Anche questi ambienti sono stati recuperati per ampliare gli spazi destinati alle attività museali e culturali.

Un progetto di valorizzazione del patrimonio storico

Il progetto realizzato per il Castello di Sant’Angelo Lodigiano rappresenta un esempio di integrazione tra restauro architettonico, allestimento museale e valorizzazione del patrimonio culturale. Ogni intervento è stato sviluppato nel rispetto della storia dell’edificio e delle sue collezioni. Allo stesso tempo sono state introdotte soluzioni capaci di migliorare l’esperienza dei visitatori e la funzionalità degli spazi.

Ancora oggi il Castello di Sant’Angelo Lodigiano costituisce un importante punto di riferimento per la conservazione della memoria storica del territorio. Il progetto dello Studio GFR Architettura contribuisce a valorizzarne il ruolo culturale attraverso il recupero degli ambienti storici e la realizzazione di nuovi percorsi museali.

Riqualificazione dell’Oratorio di San Vito al Giambellino

Il progetto di riqualificazione dell’Oratorio di San Vito al Giambellino rappresenta il primo intervento di un programma più ampio dedicato al recupero dell’intero complesso parrocchiale. Lo Studio GFR Architettura ha progettato nuovi spazi destinati allo sport, all’incontro e alle attività educative della comunità.

Un nuovo spazio per lo sport e la comunità

L’intervento ha interessato le aree esterne dell’oratorio. Il progetto ha previsto il completo rifacimento del campo da calcio, delle pavimentazioni e degli impianti tecnologici a servizio delle attività parrocchiali. Ogni scelta progettuale ha migliorato la funzionalità degli spazi e ha aumentato il livello di sicurezza per bambini, ragazzi e famiglie.

La riqualificazione dell’Oratorio di San Vito al Giambellino ha restituito alla comunità un ambiente più accogliente e facilmente fruibile. I nuovi spazi favoriscono le attività sportive, i momenti di aggregazione e le iniziative organizzate dalla parrocchia durante tutto l’anno.

Un progetto di riqualificazione urbana

Il progetto non si limita alla sola sistemazione degli impianti sportivi. L’intervento rappresenta infatti il primo passo di un più ampio programma di recupero del complesso ecclesiastico. La riqualificazione delle aree esterne crea le condizioni per i successivi lavori dedicati alla chiesa e al sagrato.

Lo Studio GFR Architettura ha sviluppato il progetto con l’obiettivo di valorizzare uno spazio che svolge un importante ruolo sociale nel quartiere Giambellino. L’oratorio rappresenta infatti un luogo di incontro, crescita e condivisione per persone di tutte le età. Per questo motivo il progetto ha privilegiato soluzioni semplici, durevoli e facilmente utilizzabili dalla comunità.

Un intervento al servizio della comunità

La riqualificazione dell’Oratorio di San Vito al Giambellino dimostra come un intervento architettonico possa migliorare la qualità degli spazi dedicati alla vita collettiva. La nuova organizzazione delle aree esterne rende più agevole lo svolgimento delle attività sportive e ricreative. Allo stesso tempo contribuisce a valorizzare l’intero complesso parrocchiale.

Ancora oggi questo intervento rappresenta un esempio di progettazione orientata al bene comune. Il progetto unisce funzionalità, sicurezza e qualità architettonica, confermando l’attenzione dello Studio GFR Architettura verso la riqualificazione degli spazi destinati alla socialità e all’educazione.